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Pagamenti 6 min di lettura27 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Rateizzare saldo e acconto nel regime forfettario: come funziona (e quanto costano gli interessi)

Se saldo e acconto del forfettario non entrano in un'unica soluzione, puoi dividerli in più rate mensili tramite il modello F24. Ecco come funziona, quante rate puoi scegliere e quanto costano davvero gli interessi.

Hai calcolato quanto devi versare tra imposta sostitutiva e contributi INPS, e la cifra è più alta di quello che hai in conto corrente in quel momento. Niente panico: non sei obbligato a pagare tutto in un'unica soluzione. Il modello F24 ti permette di rateizzare saldo e acconto in più mesi, con un piccolo costo in interessi. Vediamo come funziona, chi può farlo e quanto costa davvero scegliere questa strada.

Chi può rateizzare saldo e acconto

Secondo la Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2 maggio 2024, possono rateizzare tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita IVA: quindi anche tu, da forfettario, puoi farlo senza bisogno di autorizzazioni o domande da inviare a nessuno. La rateazione riguarda:

  • l'imposta sostitutiva (il 5% o il 15% calcolato sul tuo coefficiente di redditività);
  • i contributi INPS che eccedono il minimale, se sei iscritto alla gestione separata o alla gestione artigiani e commercianti;
  • gli altri importi versati con lo stesso F24, come il diritto camerale.

Non riguarda invece i contributi fissi del minimale INPS, che hanno scadenze proprie (16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) e restano fuori da questo meccanismo.

Come si comunica la scelta: basta il modello F24

Non devi chiedere un piano di rateazione a nessuno né presentare un modulo a parte. Quando compili l'F24, nell'apposita sezione indichi il numero della rata che stai pagando e il numero totale di rate scelto (per esempio "01" di "06"). È quello che l'Agenzia delle Entrate chiama "comportamento concludente": la tua scelta nasce dal primo F24 che invii, e da lì segui il piano che hai impostato.

Quante rate puoi scegliere e quanto costano

Le rate sono mensili, di pari importo, e il piano deve concludersi entro il 16 dicembre dello stesso anno: il numero di rate disponibili dipende quindi da quando versi la prima.

A ogni rata, a partire dalla seconda, si applica un interesse dello 0,33% al mese, che si cumula rata dopo rata. Il calendario tipico, quando la prima rata coincide con la scadenza ordinaria, prevede sei rate mensili con queste maggiorazioni cumulate:

  • 1ª rata: nessun interesse
  • 2ª rata: 0,18%
  • 3ª rata: 0,51%
  • 4ª rata: 0,84%
  • 5ª rata: 1,17%
  • 6ª rata: 1,50%

Il calendario specifico per il 2026. Per il 2026 il Decreto Legge 22 maggio 2026, n. 89 ha spostato la scadenza ordinaria di saldo e acconto per i forfettari e i soggetti ISA dal 30 giugno al 20 luglio 2026. Chi parte dalla rata unica del 20 luglio può scegliere fino a 6 rate mensili (20 luglio, 20 agosto, 16 settembre, 16 ottobre, 16 novembre, 16 dicembre), con le maggiorazioni indicate sopra.

È possibile anche usare la cosiddetta "proroga di Ferragosto": versare entro il 20 agosto 2026 pagando una maggiorazione fissa che per il 2026 è stata raddoppiata, passando dallo 0,40% allo 0,80%. Chi sceglie questa strada e poi rateizza parte da un piano più corto, fino a 5 rate (20 agosto, 16 settembre, 16 ottobre, 16 novembre, 16 dicembre), con l'importo già maggiorato dello 0,80% in partenza.

Queste date valgono per il 2026: ogni anno il calendario ordinario parte dal 30 giugno, salvo proroghe come questa, quindi conviene sempre verificare le scadenze aggiornate prima di compilare l'F24.

Un esempio numerico

Sei una consulente di marketing in regime forfettario. Tra imposta sostitutiva e contributi INPS eccedenti il minimale devi versare 4.800 euro a saldo e acconto. Non hai tutta la cifra disponibile a luglio, così scegli di dividerla in 6 rate da 800 euro ciascuna (più gli interessi):

  • 20 luglio: 800 euro, nessun interesse
  • 20 agosto: 800 euro + 0,18% = 801,44 euro
  • 16 settembre: 800 euro + 0,51% = 804,08 euro
  • 16 ottobre: 800 euro + 0,84% = 806,72 euro
  • 16 novembre: 800 euro + 1,17% = 809,36 euro
  • 16 dicembre: 800 euro + 1,50% = 812 euro

Totale versato: circa 4.833,60 euro, cioè 33,60 euro in più rispetto al pagamento in un'unica soluzione, per spalmare l'importo su sei mesi. Un costo contenuto, molto più basso di un finanziamento o di uno scoperto di conto corrente.

Cosa succede se salti una rata

Se non paghi una rata alla scadenza, non decadi automaticamente dall'intero piano: l'Agenzia delle Entrate riconosce un margine di tolleranza di 7 giorni di ritardo. Oltre questo termine, sull'importo non versato scattano sanzioni (ridotte se regolarizzi spontaneamente con il ravvedimento operoso) e interessi di mora, in aggiunta a quelli già previsti dal piano di rateazione. Le rate successive restano comunque dovute alle loro scadenze originarie.

Conviene rateizzare?

Dipende dalla tua situazione di liquidità. Se hai già da parte l'intera cifra — magari seguendo un metodo pratico per accantonare ogni mese — pagare tutto subito ti evita anche il piccolo costo degli interessi. Se invece in quel momento la liquidità è tesa (una fattura non ancora incassata, una spesa imprevista), la rateizzazione ti permette di non intaccare la cassa in un colpo solo, a un costo che resta comunque contenuto rispetto ad altre forme di finanziamento.

Checklist: come rateizzare correttamente

  • Verifica ogni anno la scadenza ordinaria di saldo e acconto (il 30 giugno, salvo proroghe come quella del 2026) e decidi se partire da lì o usare l'eventuale proroga con maggiorazione fissa.
  • Scegli il numero di rate: più rate scegli, più alto sarà il costo complessivo in interessi, ma il piano deve comunque chiudersi entro il 16 dicembre.
  • Indica nel modello F24 il numero della rata e il totale delle rate scelte: non serve nessuna comunicazione separata all'Agenzia delle Entrate.
  • Segna in calendario tutte le scadenze mensili: un ritardo oltre i 7 giorni di tolleranza fa scattare sanzioni e interessi di mora.
  • Ricorda che i contributi fissi del minimale INPS seguono scadenze proprie e non rientrano in questo piano di rateazione.

Come sempre, per valutare il piano di rateazione più adatto alla tua situazione — soprattutto se hai già altri debiti fiscali in corso o piani di rateazione precedenti — un confronto con un commercialista o un consulente fiscale resta la scelta più sicura: questo articolo ti dà gli elementi per capire come funziona il meccanismo, non sostituisce una consulenza personalizzata.

Fonti ufficiali

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