Acconto delle tasse nel forfettario: chi deve pagarlo entro il 30 novembre (e chi no)
Scopri se devi versare l'acconto dell'imposta sostitutiva entro il 30 novembre, come si calcola con il metodo storico o previsionale e quali codici tributo usare in F24.
Se a novembre ricevi un promemoria "acconto imposta sostitutiva" e non sai se riguarda anche te, non sei il solo. È una delle scadenze meno chiare per chi ha la Partita IVA in regime forfettario, soprattutto nei primi anni. Vediamo chi paga, quanto e come arrivare al 30 novembre senza sorprese.
Cos'è l'acconto e perché si paga oltre al saldo
Ogni anno, oltre al saldo delle tasse dell'anno appena chiuso, versi un acconto per l'anno in corso. È lo stesso principio di IRPEF e INPS: lo Stato non aspetta la dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo per incassare, quindi ti chiede di anticipare una parte dell'imposta sostitutiva che presumibilmente dovrai pagare.
L'acconto si calcola, di norma, con il metodo storico: è pari al 100% dell'imposta sostitutiva versata per l'anno precedente. Non si guarda quanto stai fatturando quest'anno, si guarda cosa hai pagato l'anno scorso.
Chi deve pagarlo (e chi può saltarlo)
Non tutti i forfettari devono versare l'acconto. Puoi non pagarlo se rientri in uno di questi casi:
- è il tuo primo anno di attività: non avendo un'imposta dell'anno precedente, non c'è una base su cui calcolare l'acconto;
- l'imposta sostitutiva dell'anno precedente è inferiore a 51,65 euro: sotto questa soglia l'acconto non è dovuto;
- sei passato al forfettario da un altro regime proprio quest'anno: la base di calcolo dell'anno precedente non è omogenea, quindi l'acconto non si applica.
Se invece l'anno scorso hai versato imposta sostitutiva sopra i 51,65 euro e non sei nel primo anno di attività, l'acconto per quest'anno è dovuto.
Come si calcola: un esempio concreto
Mettiamo che per il 2025 tu abbia versato un'imposta sostitutiva di 1.200 euro. Con il metodo storico, l'acconto 2026 sarà pari al 100% di quella cifra: altri 1.200 euro, da versare in due rate.
Il versamento non è diviso a metà, ma 40% e 60%:
- 480 euro (40%) entro il 30 giugno, insieme al saldo dell'anno precedente;
- 720 euro (60%) entro il 30 novembre.
Se sei arrivato a questo articolo a ottobre, probabilmente la prima rata di giugno l'hai già gestita (o, se l'hai saltata, vale la pena regolarizzarla prima possibile). Quella che conta adesso è la seconda: il 30 novembre.
Il metodo previsionale: quando può convenire (e il rischio)
In alternativa al metodo storico, puoi usare il metodo previsionale: stimi quanto sarà la tua imposta sostitutiva per l'anno in corso e versi l'acconto su quella stima, non su quella dell'anno scorso.
Può avere senso se il tuo fatturato quest'anno è calato parecchio rispetto all'anno precedente: pagheresti un acconto più basso. Ma attenzione: se la stima risulta troppo bassa rispetto a quanto effettivamente dovuto, rischi una sanzione. Per questo motivo, se non hai elementi solidi per prevedere con margine il tuo reddito, il metodo storico resta la scelta più prudente.
Codici tributo F24
Quando compili (o fai compilare) l'F24, l'imposta sostitutiva del forfettario viaggia su codici tributo dedicati:
- 1790 per la prima rata di acconto;
- 1791 per la seconda rata di acconto;
- 1792 per il saldo.
Su Forfee questi F24 vengono generati e calcolati automaticamente in base ai tuoi dati, quindi non devi ricordare a memoria codici e importi: li trovi pronti nella sezione F24 della dashboard.
Cosa succede se non paghi, o paghi in ritardo
Se la scadenza del 30 novembre passa e non hai versato l'acconto, la buona notizia è che si può ancora regolarizzare con il ravvedimento operoso: paghi l'importo dovuto più una piccola sanzione e gli interessi di mora, che crescono quanto più tempo passa. In generale: prima te ne accorgi, meno costa sistemare la situazione. Se il ritardo riguarda importi consistenti o si protrae per mesi, vale la pena farsi aiutare da un commercialista per calcolare la regolarizzazione corretta.
Checklist: l'acconto di novembre in 5 punti
- Hai versato imposta sostitutiva per più di 51,65 euro l'anno scorso? Allora l'acconto è dovuto (a meno che sia il tuo primo anno o tu sia appena passato al forfettario).
- L'acconto, con il metodo storico, è il 100% di quanto versato l'anno precedente.
- Si paga in due rate: 40% entro il 30 giugno, 60% entro il 30 novembre.
- Il metodo previsionale può far risparmiare se il reddito è calato, ma comporta un rischio sanzione se la stima è troppo bassa.
- I codici tributo da usare in F24 sono 1790 (prima rata), 1791 (seconda rata), 1792 (saldo).
Ogni situazione fiscale ha le sue particolarità: se il tuo caso è complesso (più attività, passaggi di regime nello stesso anno, importi elevati), parlane con un commercialista prima di versare. Forfee ti aiuta a tenere tutto sotto controllo e senza stress, ma non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata nei casi più delicati.
Fonti ufficiali
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Normattiva
- Regime forfetario: che cos'è — Agenzia delle Entrate
- Gestione Separata: le aliquote contributive per il 2026 — INPS
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