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Imposte 4 min di lettura12 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Il forfettario paga le tasse su quanto fattura o su quanto incassa?

Nel regime forfettario le tasse si calcolano su quanto incassi, non su quanto fatturi: ecco come funziona il principio di cassa, con un esempio pratico e l'impatto su acconti e soglia degli 85.000€.

Il forfettario paga le tasse su quanto fattura o su quanto incassa?

Hai appena emesso una fattura a dicembre e non sai se quei soldi, magari non ancora arrivati, ti faranno pagare più tasse quest'anno. Oppure è il contrario: hai incassato a gennaio una fattura di dicembre e non capisci in quale anno va dichiarata. È un dubbio comune per chi lavora con la partita IVA forfettaria. La regola in realtà è chiara, e con Forfee la vedi già applicata in automatico nella tua dashboard fiscale, senza calcoli a mano.

La regola: conta quando incassi, non quando fatturi

Nel regime forfettario si applica il cosiddetto principio di cassa. Significa che il fisco guarda i soldi realmente entrati sul tuo conto (o in contanti) entro il 31 dicembre, non le fatture che hai emesso durante l'anno.

Quindi:

  • una fattura emessa ma non ancora pagata non entra nel reddito dell'anno in cui l'hai emessa
  • entrerà nel reddito dell'anno in cui il cliente ti paga davvero

Questo vale sia per chi lavora come libero professionista sia per chi ha una ditta individuale. È una differenza importante rispetto al regime ordinario, dove per alcune attività si segue invece il principio di competenza: contano anche i ricavi maturati e non ancora incassati.

Un esempio numerico

Immagina di aver emesso fatture per 50.000€ nel corso del 2026, ma di averne incassate solo 40.000€ entro il 31 dicembre. I restanti 10.000€ arrivano sul conto a gennaio 2027.

  • reddito imponibile 2026: si calcola solo sui 40.000€ effettivamente incassati
  • i 10.000€ incassati a gennaio 2027 concorreranno al reddito 2027, non al 2026

Su quei 40.000€ si applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (per esempio il 78% per molte attività professionali), poi si sottraggono i contributi previdenziali versati nell'anno, e solo sul risultato si calcola l'imposta sostitutiva (5% o 15%, a seconda della tua situazione).

Perché questa regola quasi sempre ti conviene

Il principio di cassa è generalmente un vantaggio per chi è in regime forfettario:

  • se un cliente paga in ritardo, non anticipi le tasse su soldi che non hai ancora visto
  • puoi in parte gestire il momento in cui chiudi un incasso a cavallo tra due anni, per bilanciare il carico fiscale

Attenzione: questo non significa che puoi scegliere liberamente "quando far arrivare" un pagamento. Conta la data reale dell'incasso (bonifico, contanti, POS), non un accordo informale con il cliente.

E gli acconti, come funzionano?

Gli acconti dell'imposta sostitutiva si calcolano sul debito d'imposta dell'anno precedente, quindi seguono il principio di cassa con un anno di ritardo. Le scadenze principali sono:

  • 30 giugno: saldo dell'anno precedente + prima rata di acconto (40%)
  • 30 novembre: seconda rata di acconto (60%)

Se l'imposta dell'anno precedente non supera 51,65€, non devi versare acconti. Se è compresa tra 51,65€ e 257,52€, l'acconto si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre.

E se un incasso di fine anno ti fa superare la soglia degli 85.000€?

Anche qui vale il principio di cassa: se un incasso arriva a dicembre e ti fa superare la soglia, è quell'incasso — non la fattura che lo ha generato — a determinare il superamento. Per questo conviene monitorare gli incassi reali, non solo le fatture emesse, man mano che ti avvicini al limite.

Checklist: cosa ricordare

  • nel forfettario le tasse si calcolano su quanto incassi, non su quanto fatturi
  • una fattura non pagata entro il 31 dicembre non pesa sul reddito di quell'anno
  • gli acconti seguono il debito dell'anno precedente, con scadenze al 30 giugno e al 30 novembre
  • per capire se stai per superare la soglia degli 85.000€, guarda gli incassi reali, non solo le fatture emesse
  • in Forfee trovi sempre la stima aggiornata delle tue imposte, calcolata sugli incassi effettivi

Questa guida ha uno scopo informativo generale e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata. Se la tua situazione è più complessa — incassi frazionati, valute estere, passaggi di regime a cavallo d'anno — parlane con un commercialista o un consulente fiscale.

Domande frequenti

Il forfettario paga le tasse sull'incassato o sul fatturato?

Sull'incassato. Il fisco guarda i soldi realmente entrati entro il 31 dicembre, non le fatture emesse durante l'anno. Una fattura emessa ma non ancora pagata non entra nel reddito dell'anno in cui l'hai emessa.

Una fattura di dicembre pagata a gennaio in quale anno va?

Nell'anno in cui il cliente paga davvero, quindi quello successivo. Fa fede la data reale dell'incasso, che sia bonifico, contanti o POS, non la data in cui hai emesso la fattura.

Posso scegliere quando incassare per pagare meno tasse?

Puoi in parte gestire il momento in cui chiudi un incasso a cavallo tra due anni, ma conta la data effettiva del pagamento. Un accordo informale con il cliente non sposta il momento in cui il reddito diventa rilevante.

Fonti ufficiali

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