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Imposte 5 min di lettura27 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Il regime forfettario paga le addizionali regionali e comunali? Ecco la verità

Molti forfettari temono una sorpresa in più oltre all'imposta sostitutiva. Ecco perché, nella maggior parte dei casi, le addizionali regionali e comunali non si pagano affatto.

Hai appena calcolato l'imposta sostitutiva del tuo regime forfettario e ti chiedi se, oltre a quella, dovrai versare anche le addizionali regionali e comunali, come succede a un dipendente o a chi è in regime ordinario. È un dubbio legittimo: queste addizionali compaiono spesso nelle buste paga e nei calcoli fiscali di amici e conoscenti, e viene naturale chiedersi se riguardino anche te.

La risposta breve è no, nella quasi totalità dei casi. Vediamo però perché, con un esempio numerico che ti aiuta a capire quanto puoi davvero risparmiare.

Cosa sostituisce davvero l'imposta sostitutiva

Il nome stesso lo spiega: l'imposta sostitutiva del regime forfettario non si aggiunge alle tasse ordinarie, le sostituisce. Nello specifico, al posto di versare IRPEF a scaglioni, addizionale regionale e addizionale comunale, chi è in regime forfettario paga un'unica imposta, con aliquota:

  • 15% sul reddito imponibile, nella generalità dei casi;
  • 5% per i primi cinque anni di attività, se rispetti i requisiti previsti (ad esempio non aver svolto la stessa attività come lavoro dipendente o autonomo nei tre anni precedenti e non aver superato determinati limiti con un'attività già avviata).

Questa unica imposta copre quindi tre voci che normalmente si pagano separatamente: IRPEF, addizionale regionale e addizionale comunale. In più, chi è in regime forfettario è escluso anche dall'IRAP, l'imposta regionale sulle attività produttive, prevista invece per chi applica la contabilità ordinaria o semplificata.

In pratica, sul reddito prodotto dalla tua attività forfettaria paghi un'unica percentuale fissa, e basta.

Un esempio numerico concreto

Immagina di essere un freelance con un coefficiente di redditività del 78% (tipico per molte attività di servizi) e ricavi annui di 40.000€.

  • Reddito imponibile lordo: 40.000€ × 78% = 31.200€
  • Supponiamo contributi previdenziali versati nell'anno per 6.000€, che si deducono interamente
  • Reddito imponibile netto: 31.200€ − 6.000€ = 25.200€
  • Imposta sostitutiva al 15%: 25.200€ × 15% = 3.780€

Tutto qui. Non c'è nessuna addizionale regionale o comunale da aggiungere a questo importo.

Per capire il confronto, prova a immaginare lo stesso reddito imponibile tassato con le regole ordinarie: oltre all'IRPEF a scaglioni, andrebbero calcolate un'addizionale regionale (che in Italia varia, a seconda della Regione di residenza, tra l'1,23% e il 3,33% del reddito imponibile) e un'addizionale comunale (che va da 0% fino allo 0,8%, con l'eccezione di Roma Capitale che può arrivare allo 0,9%). Si tratta di percentuali che si sommano all'IRPEF e che possono pesare qualche centinaio di euro in più all'anno, a seconda del Comune e della Regione in cui vivi.

Il regime forfettario, applicando una sola aliquota sostitutiva, ti mette al riparo da questa somma di voci aggiuntive, indipendentemente da dove risiedi.

Perché nasce la confusione

Il dubbio è comprensibile per due motivi:

  • nella dichiarazione dei redditi di chi è in regime ordinario, le addizionali compaiono come righe separate, ben visibili, e sembrano "normali" per chiunque abbia un reddito;
  • alcuni servizi comunali o avvisi collegati a tasse locali (come la TARI) non c'entrano nulla con le addizionali IRPEF, ma generano confusione perché arrivano comunque, a prescindere dal tuo regime fiscale.

È importante distinguere: le addizionali regionali e comunali di cui parliamo qui sono legate al reddito IRPEF e vengono sostituite dall'imposta sostitutiva. Le tasse locali su immobili o rifiuti (IMU, TARI) seguono invece regole proprie e restano dovute a prescindere dal regime fiscale della tua partita IVA.

Checklist riassuntiva

  • Il regime forfettario applica un'imposta sostitutiva (15% o 5%) che sostituisce IRPEF, addizionale regionale e addizionale comunale.
  • Chi è forfettario è anche escluso dall'IRAP.
  • Le addizionali regionali e comunali ordinarie (che in Italia variano rispettivamente tra 1,23%-3,33% e 0%-0,8%, fino a 0,9% a Roma) non si applicano al reddito della tua attività in regime forfettario.
  • Attenzione a non confondere le addizionali IRPEF con altre tasse locali, come IMU o TARI, che restano dovute indipendentemente dal regime fiscale.
  • Se hai anche altri redditi (ad esempio da lavoro dipendente o da locazioni tassate in modo ordinario), su quelli le addizionali possono comunque applicarsi: riguardano quella parte di reddito, non quella del forfettario.

Questo articolo ha scopo informativo generale: se la tua situazione include più fonti di reddito, redditi da altre Regioni o casi particolari, è sempre consigliabile un confronto con un consulente fiscale per una valutazione personalizzata.

Fonti ufficiali

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