Quanto accantonare ogni mese per le tasse se sei forfettario? Il metodo pratico
Niente percentuali a caso: ecco come calcolare, passo dopo passo, quanto mettere da parte ogni mese per tasse e contributi in regime forfettario, con esempi numerici per professionisti e per chi è iscritto alla gestione artigiani e commercianti.
Ti è mai capitato di guardare il saldo del conto a giugno o a novembre e chiederti come farai a pagare le tasse? Non sei l'unico: è uno dei dubbi più comuni di chi lavora in regime forfettario, perché qui non c'è un datore di lavoro che trattiene le tasse in busta paga. Devi pensarci tu, mese per mese. La buona notizia è che non serve una formula magica: basta un metodo semplice che puoi applicare da subito, qualunque sia la tua attività.
Perché "metti via il 20%" non funziona per tutti
Online trovi spesso consigli generici tipo "accantona il 20-30% di quello che incassi". Il problema è che nel forfettario la percentuale giusta dipende da tre fattori diversi, che cambiano da persona a persona:
- il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (quanta parte dei ricavi diventa reddito imponibile);
- l'aliquota dell'imposta sostitutiva: 5% se sei nei primi 5 anni di attività e rispetti i requisiti, altrimenti 15%;
- la gestione previdenziale INPS a cui sei iscritto, che per un consulente o un professionista senza cassa è molto diversa da quella di un artigiano o di un commerciante.
Per questo due persone con lo stesso fatturato possono dover accantonare percentuali molto diverse. Vediamo come calcolare la tua.
Il metodo in 3 passaggi
1. Trova il tuo coefficiente di redditività. È la percentuale dei ricavi che diventa reddito imponibile; varia per codice ATECO (alcuni esempi: 40% per il commercio al dettaglio, 67% per molte attività di servizi, 78% per consulenze e attività professionali, 86% per le costruzioni). Lo trovi nella tua dashboard Forfee o nell'allegato 4 della legge 190/2014.
2. Calcola il reddito imponibile lordo. Ricavi incassati nell'anno × coefficiente di redditività.
3. Applica contributi INPS e imposta sostitutiva sul reddito imponibile (i contributi versati sono deducibili e riducono la base su cui calcoli l'imposta).
Esempio 1: consulente iscritto alla Gestione Separata INPS
Ricavi incassati nell'anno: 30.000€. Coefficiente di redditività: 78% (tipico di molte attività di consulenza).
- Reddito imponibile lordo: 30.000€ × 78% = 23.400€
- Contributi INPS Gestione Separata 2026 (26,07%, aliquota per chi non ha altra cassa né altra copertura): 23.400€ × 26,07% = 6.100,38€
- Reddito imponibile fiscale (dopo la deduzione dei contributi): 23.400€ − 6.100,38€ = 17.299,62€
- Imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni): 17.299,62€ × 5% = 864,98€
- Imposta sostitutiva al 15% (aliquota ordinaria): 17.299,62€ × 15% = 2.594,94€
Totale da accantonare su 30.000€ incassati:
- con aliquota al 5%: 6.100,38€ + 864,98€ = 6.965,36€, circa il 23% dei ricavi
- con aliquota al 15%: 6.100,38€ + 2.594,94€ = 8.695,32€, circa il 29% dei ricavi
Esempio 2: attività iscritta alla gestione Artigiani o Commercianti INPS
Qui il meccanismo è diverso: oltre a una percentuale sul reddito, è dovuto un contributo fisso minimo annuo, calcolato su un reddito minimale (18.808€ per il 2026), che va versato anche se il tuo reddito effettivo è più basso.
Ricavi incassati nell'anno: 30.000€. Coefficiente di redditività: 40% (commercio al dettaglio).
- Reddito imponibile lordo: 30.000€ × 40% = 12.000€ (sotto il minimale di 18.808€)
- Contributo INPS fisso minimo 2026: circa 4.521€/anno per gli artigiani (aliquota 24%) o 4.612€/anno per i commercianti (aliquota 24,48%), dovuto comunque anche con un reddito di 12.000€
- Reddito imponibile fiscale: 12.000€ − 4.600€ (circa) = 7.400€
- Imposta sostitutiva al 5%: circa 370€; al 15%: circa 1.110€
Totale da accantonare su 30.000€ incassati: circa 4.970€ (5%) o 5.710€ (15%), tra il 16% e il 19% dei ricavi. Se superi il minimale di 18.808€ di reddito imponibile, sopra quella soglia si paga anche una quota percentuale aggiuntiva (25% per gli artigiani, 25,48% per i commercianti).
Una regola pratica, non una formula magica
Se vuoi una scorciatoia mentale senza rifare il calcolo ogni volta:
- Gestione Separata (consulenti, formatori, sviluppatori, creator e molte professioni senza cassa): accantona tra il 20% e il 30% di ogni incasso, più vicino al 30% se sei già oltre i 5 anni di attività (aliquota al 15%) o hai un coefficiente di redditività alto.
- Artigiani e commercianti: accantona almeno la quota del contributo fisso minimo (circa 380-385€ al mese, indipendentemente dagli incassi), più una percentuale aggiuntiva sui ricavi se il tuo reddito imponibile supera il minimale.
- Hai una cassa previdenziale professionale (ingegneri, avvocati, geometri e altri iscritti ad albi con cassa autonoma)? Le aliquote sono diverse da quelle qui sopra: verifica quelle della tua cassa.
In ogni caso, meglio accantonare un po' più del necessario che ritrovarti scoperto a giugno o a novembre, quando arrivano saldo e acconti.
Checklist: come impostare il tuo accantonamento mensile
- Verifica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e la tua aliquota (5% o 15%).
- Identifica la tua gestione INPS: Separata, Artigiani/Commercianti o cassa professionale.
- Calcola una percentuale di accantonamento sul fatturato incassato, usando gli esempi sopra come riferimento.
- Apri un conto o un salvadanaio digitale dedicato solo alle tasse, separato dalla liquidità operativa.
- Trasferisci lì la quota calcolata ogni volta che incassi una fattura, non a fine mese.
- Controlla periodicamente la stima di imposte e contributi nella dashboard Forfee, che si aggiorna automaticamente in base ai tuoi incassi reali.
Un chiarimento importante
Questi calcoli sono una base di pianificazione, non una dichiarazione dei redditi. Il tuo coefficiente di redditività esatto, eventuali altre entrate, riduzioni contributive o situazioni particolari (multi-attività, più codici ATECO, cassa previdenziale) possono cambiare l'importo effettivo da versare. Nei casi più complessi, affidati a una consulenza fiscale personalizzata: Forfee ti aiuta a stimare e organizzare, ma non sostituisce il parere di un professionista.
Fonti ufficiali
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