Vai al contenuto
Spese 4 min di lettura24 settembre 2026di Massimiliano Pili

Posso scaricare le spese in regime forfettario? Ecco come funziona davvero

Nel forfettario scontrini, canoni e acquisti non riducono le tasse come nel regime ordinario. Ecco qual è l'unica deduzione reale e come cambia il calcolo delle imposte, con un esempio numerico.

Hai appena aperto la Partita IVA in regime forfettario e ti chiedi se puoi scaricare la benzina, il canone del coworking o l'abbonamento ai software che usi per lavorare. È una delle domande che ricorrono di più tra chi arriva dal regime ordinario, o ne sente parlare da un collega con una partita IVA "normale". La risposta breve è no, ma capire il motivo ti aiuta a non avere sorprese quando calcoli le imposte da pagare.

Perché nel forfettario le spese non si deducono

Nel regime ordinario le tasse si calcolano sul reddito netto: ricavi meno costi effettivamente sostenuti. Nel forfettario il meccanismo è diverso e più semplice: il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi incassati un coefficiente di redditività fissato per legge in base al tuo codice ATECO.

In pratica, il Fisco presume forfettariamente quanto ti costa svolgere la tua attività, indipendentemente da quanto spendi davvero. Che tu abbia sostenuto 500€ o 5.000€ di spese nell'anno, il tuo reddito imponibile resta lo stesso, perché si calcola così: Reddito imponibile = Ricavi incassati × Coefficiente di redditività.

Ecco perché conservare scontrini e fatture d'acquisto per "scaricarli" non serve a ridurre le tasse nel forfettario: quella parte di calcolo, semplicemente, non esiste.

Un esempio numerico

Immagina una consulente di marketing con coefficiente di redditività al 78% (tipico delle attività professionali). Nell'anno incassa 25.000€ e sostiene 4.000€ di spese reali tra laptop, software e coworking.

Nel regime ordinario, quelle spese ridurrebbero il reddito imponibile. Nel forfettario no: il reddito imponibile resta 25.000€ × 78% = 19.500€, a prescindere dai 4.000€ spesi. Le spese, in questo regime, sono già "incluse" nel 22% di ricavi che il coefficiente esclude dal calcolo.

L'unica deduzione reale: i contributi previdenziali

C'è però un'eccezione importante, che spesso viene confusa con la deducibilità delle spese: i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno (gestione separata INPS, gestione artigiani e commercianti, oppure cassa professionale) si sottraggono dal reddito determinato con il coefficiente, prima di applicare l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Riprendendo l'esempio: se la consulente ha versato 3.000€ di contributi INPS nell'anno, il reddito su cui calcolare l'imposta sostitutiva scende a 19.500€ − 3.000€ = 16.500€. Sono proprio i contributi previdenziali obbligatori, in dichiarazione dei redditi, l'unica voce che riduce davvero l'imponibile forfettario: i contributi versati volontariamente a fondi pensione o quelli per familiari a carico non danno lo stesso beneficio.

Cosa significa in pratica per te

Non devi conservare scontrini e fatture d'acquisto per ridurre le tasse, ma è comunque buona norma tenerli in ordine: ti servono per tracciare i pagamenti, per valutare la redditività reale della tua attività e in caso di controlli sull'inerenza dei costi all'attività svolta.

C'è invece un aspetto su cui vale la pena riflettere con attenzione: se le tue spese reali sono sistematicamente molto più alte della percentuale di costi che il coefficiente presume per la tua attività, il regime forfettario potrebbe non essere più il più conveniente per te. È una valutazione che dipende da molti fattori e va fatta caso per caso.

Versare con regolarità i contributi previdenziali resta invece la leva più semplice e diretta che hai per ridurre l'imponibile su cui paghi le imposte, restando comunque all'interno del regime forfettario.

Checklist rapida

  • Nel forfettario il reddito imponibile si calcola come ricavi incassati × coefficiente di redditività, indipendentemente dalle spese sostenute.
  • Le spese ordinarie (scontrini, canoni, acquisti, carburante) non riducono le tasse in questo regime.
  • L'unica deduzione reale sono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno: si sottraggono dal reddito imponibile prima di applicare l'aliquota del 5% o del 15%.
  • Conserva comunque scontrini e fatture: servono per la tracciabilità e per valutare se il forfettario resta conveniente per te.
  • Se le tue spese reali sono molto elevate rispetto al coefficiente della tua attività, può valere la pena confrontare i due regimi.

Questo articolo ha uno scopo informativo generale: per valutazioni sul tuo caso specifico, come il confronto tra regime forfettario e regime ordinario, Forfee ti aiuta a stimare imposte e contributi in automatico, ma non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata nei casi più complessi.

Domande frequenti

Si possono scaricare le spese in regime forfettario?

No. Il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi incassati il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO: le spese realmente sostenute, grandi o piccole, non cambiano l'importo delle imposte da pagare.

Perché le spese non riducono le tasse nel forfettario?

Perché il Fisco presume forfettariamente quanto costa svolgere l'attività, a prescindere da quanto spendi davvero. Quei costi sono già inclusi nella quota di ricavi che il coefficiente di redditività esclude dal calcolo.

C'è qualcosa che si può comunque dedurre?

Sì, i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno. Si sottraggono dal reddito determinato con il coefficiente, prima di applicare l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%. È l'unica deduzione reale prevista dal regime.

Fonti ufficiali

Leggi anche

Vuoi vedere come funziona?

Parliamone con calma, partendo dai tuoi numeri.