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Contributi 7 min di lettura24 settembre 2026di Massimiliano Pili

Contributi INPS per artigiani e commercianti forfettari: quanto paghi nel 2026 (e come ridurli del 35%)

Se sei artigiano o hai un'attività commerciale in regime forfettario, i tuoi contributi INPS non funzionano come quelli di un libero professionista: ecco importi, scadenze 2026 e come attivare la riduzione del 35%.

Sei un artigiano o gestisci un'attività commerciale, fisica o online, e sei in regime forfettario? Se hai letto in giro che i contributi INPS si calcolano in percentuale sul fatturato, sappiamo cosa stai per scoprire: per te non funziona proprio così. Artigiani e commercianti hanno un percorso previdenziale tutto loro, con importi fissi da versare ogni trimestre, indipendentemente da quanto hai davvero incassato. Vediamo come funziona, quanto costa nel 2026 e come tenerlo sotto controllo senza stress.

Perché per te i contributi sono diversi da quelli di un libero professionista

Se sei un consulente o un freelance senza cassa professionale, probabilmente versi i contributi alla Gestione Separata INPS, calcolati come percentuale del reddito che dichiari ogni anno.

Artigiani e commercianti, invece, sono iscritti alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), un percorso previdenziale diverso, con una caratteristica precisa: una parte dei contributi è fissa e va pagata comunque, anche se in un trimestre hai fatturato pochissimo o nulla.

Questa parte fissa si chiama contributo minimale ed è calcolata su un reddito convenzionale stabilito ogni anno dall'INPS, non sul tuo fatturato reale. Solo se il tuo reddito d'impresa supera questa soglia, sulla parte eccedente si aggiunge un contributo variabile, che però si versa a saldo con la dichiarazione dei redditi, non con le rate trimestrali di cui parliamo qui.

Quanto costano i contributi fissi nel 2026

Per il 2026, il reddito minimale su cui si calcola il contributo fisso è 18.808€ l'anno. Le aliquote cambiano leggermente tra le due categorie:

  • Artigiani: aliquota 24% (25% sulla quota di reddito che supera 56.224€, ma questo riguarda solo la parte variabile)
  • Commercianti: aliquota 24,48% (25,48% oltre 56.224€), leggermente più alta perché include una quota aggiuntiva per l'indennizzo di cessazione attività

A queste percentuali si aggiunge una piccola quota fissa di 7,44€ l'anno per tutti, destinata alla copertura di maternità/paternità.

Il conto finale, per il 2026, è:

  • Artigiani: 18.808€ × 24% + 7,44€ = 4.521,36€ l'anno
  • Commercianti: 18.808€ × 24,48% + 7,44€ = 4.611,64€ l'anno

Sono importi dovuti per intero, che tu fatturi 5.000€ o 50.000€ nell'anno (entro la soglia degli 85.000€ del forfettario, ovviamente).

Come e quando si paga: le 4 rate del 2026

Il contributo fisso annuo non si versa in un'unica soluzione, ma in quattro rate trimestrali tramite modello F24, con causale AF per gli artigiani e CF per i commercianti. Le scadenze per il 2026 sono:

  • 18 maggio 2026 (il 16, data naturale, cade di sabato)
  • 20 agosto 2026
  • 16 novembre 2026
  • 16 febbraio 2027

Ogni rata, a importo pieno, corrisponde a circa 1.130€ per gli artigiani e 1.153€ per i commercianti. Un dato pratico da tenere a mente: per compilare l'F24 ti servono due elementi diversi, non uno solo. La matricola INPS (la tua posizione contributiva, diversa dal codice fiscale) e la codeline, un codice generato dall'INPS stesso che trovi nel tuo Cassetto Previdenziale, sezione "Posizione Assicurativa" → "Dati del modello F24". Senza la codeline corretta, il pagamento rischia di non essere elaborato correttamente.

La riduzione del 35% per chi è in regime forfettario

Se sei in regime forfettario, hai diritto a una riduzione del 35% sui contributi dovuti alla Gestione IVS, fisso incluso. È un'agevolazione prevista dalla legge 208/2015 (art. 1, comma 111 e seguenti), pensata proprio per alleggerire il carico contributivo di chi ha un regime fiscale semplificato.

Con la riduzione applicata, il conto cambia così:

  • Artigiani: 4.521,36€ × 0,65 = circa 2.938,88€ l'anno (734,72€ a rata) — un risparmio di circa 1.582€
  • Commercianti: 4.611,64€ × 0,65 = circa 2.997,57€ l'anno (749,39€ a rata) — un risparmio di circa 1.614€

Attenzione però: la riduzione non è automatica. Va richiesta ogni anno tramite domanda telematica sul Cassetto Previdenziale INPS, sezione "Agevolato ex art. 1 comma 111 legge 208/2015". Per il 2026 la scadenza è il 2 marzo (il 28 febbraio, data naturale, cade di sabato). Se hai già aderito negli anni scorsi e mantieni i requisiti da forfettario, la domanda si rinnova automaticamente: non serve ripresentarla ogni anno, a meno che tu non voglia rinunciarvi.

C'è un aspetto a cui prestare attenzione se decidi di aderire: versando meno contributi, potresti maturare un numero di settimane utili ai fini pensionistici inferiore rispetto al versamento pieno. Non è un problema per tutti, ma è bene saperlo prima di scegliere, soprattutto se sei vicino a soglie pensionistiche rilevanti.

Esiste anche una riduzione del 50%, riservata a chi ha più di 65 anni ed è già titolare di pensione: le due riduzioni, però, non sono cumulabili tra loro con certezza secondo le fonti disponibili, quindi se pensi di rientrare in entrambi i casi ti consigliamo di verificare la tua situazione specifica con un consulente prima di presentare la domanda.

Riepilogo: cosa ricordare

  • Se sei artigiano o commerciante, i tuoi contributi INPS sono in gran parte fissi, calcolati su un reddito minimale (18.808€ nel 2026), non sul tuo fatturato reale
  • Il contributo fisso 2026 è di 4.521,36€ per gli artigiani e 4.611,64€ per i commercianti, da versare in 4 rate (18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026, 16 febbraio 2027)
  • In regime forfettario puoi chiedere una riduzione del 35%, che abbassa il contributo fisso a circa 2.939€ (artigiani) o 2.998€ (commercianti) l'anno
  • La domanda per la riduzione va fatta ogni anno solo la prima volta (poi si rinnova da sola) entro il 2 marzo 2026 sul Cassetto Previdenziale INPS
  • Per l'F24 ti servono sia la matricola INPS sia la codeline, recuperabile dal Cassetto Previdenziale

Questo articolo copre il caso più comune, quello dei contributi fissi calcolati sul minimale. Se il tuo reddito d'impresa supera la soglia minimale, entra in gioco anche una quota variabile che si versa con la dichiarazione dei redditi: un argomento che merita un approfondimento a parte.

Per situazioni particolari — più posizioni contributive aperte, casi limite sulla cumulabilità delle riduzioni, dubbi sulla tua posizione previdenziale specifica — parlarne con un consulente fiscale resta la scelta più sicura. Forfee ti aiuta a tenere tutto in ordine e senza ansia nella gestione quotidiana della partita IVA, ma non sostituisce una consulenza personalizzata nei casi più complessi.

Fonti ufficiali

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