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Contributi 5 min di lettura12 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Contributi INPS nel forfettario: si possono dedurre dalle tasse? Ecco come funziona

Scopri come i contributi previdenziali versati durante l'anno riducono il reddito imponibile del regime forfettario, con un esempio numerico e dove indicarli nel modello Redditi.

Hai versato i contributi INPS trimestre dopo trimestre e ora, in dichiarazione, ti chiedi: quei soldi servono anche a pagare meno tasse? La risposta è sì, ma solo se sai dove e come inserirli. Ecco come funziona la deduzione dei contributi previdenziali nel regime forfettario, spiegata in modo chiaro e senza ansia da modulistica.

Perché i contributi INPS riducono anche le tasse

Nel forfettario le tasse si calcolano in due passaggi. Prima si applica il coefficiente di redditività ai ricavi per ottenere il reddito imponibile forfettario. Poi, prima di calcolare l'imposta sostitutiva (5% o 15%), si sottraggono da quel reddito i contributi previdenziali obbligatori versati durante l'anno.

In pratica, ogni euro di contributi INPS pagato abbassa il reddito su cui calcoli le tasse. Non è uno sconto sull'importo dei contributi in sé, ma una riduzione della base imponibile fiscale.

Attenzione a due dettagli che fanno la differenza:

  • contano solo i contributi effettivamente versati nell'anno solare, non quelli solo dovuti o maturati;
  • vale solo per i contributi previdenziali obbligatori: i versamenti volontari a forme di previdenza integrativa non rientrano in questa deduzione.

Un esempio numerico concreto

Prendiamo un consulente con coefficiente di redditività al 78% (tipico delle attività di servizi professionali) e ricavi annui di 40.000€.

  • Reddito imponibile forfettario: 40.000€ × 78% = 31.200€
  • Contributi INPS Gestione Separata (aliquota 26,07% per chi non ha altra cassa né altra copertura pensionistica) calcolati sul reddito imponibile: 31.200€ × 26,07% ≈ 8.134€
  • Reddito su cui si calcola l'imposta sostitutiva: 31.200€ − 8.134€ = 23.066€
  • Imposta sostitutiva al 15%: 23.066€ × 15% ≈ 3.460€

Senza la deduzione, l'imposta sostitutiva sarebbe stata calcolata sull'intero reddito di 31.200€, cioè circa 4.680€. In questo esempio, dedurre i contributi fa risparmiare oltre 1.200€ di sole imposte.

E se sei artigiano o commerciante?

Il meccanismo è lo stesso, cambia solo il modo in cui si calcolano i contributi. Artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni INPS versano una parte fissa calcolata sul reddito minimale e una parte variabile in percentuale sul reddito che supera quella soglia. Anche qui, l'intero importo versato nell'anno — fisso più variabile — si deduce dal reddito imponibile forfettario prima di applicare l'imposta sostitutiva.

Dove si indica nel modello Redditi

I contributi versati vanno riportati nel quadro LM, sezione II, rigo LM35 del modello Redditi Persone Fisiche: è lì che si arriva alla base su cui si calcola l'imposta sostitutiva del 5% o del 15%. Su Forfee questo passaggio è automatico: registri i contributi versati e la dashboard aggiorna da sola la stima delle imposte, senza calcoli a mano.

Cosa succede se i contributi superano il reddito

Se in un anno versi più contributi di quanti il tuo reddito imponibile forfettario ne assorba — capita a chi ha ricavi bassi o irregolari — l'eccedenza non si perde. Può essere recuperata in compensazione o riportata, ma la parte recuperata andrà poi tassata l'anno successivo, sempre nel rigo LM35. Per questo conviene tenere traccia dei contributi versati mese per mese, invece di ricostruirli a fine anno.

Checklist prima di dichiarare

  • Hai registrato tutti i contributi INPS effettivamente versati nell'anno (non solo quelli dovuti)?
  • Hai escluso eventuali contributi volontari o integrativi, che non sono deducibili?
  • Se sei iscritto a una cassa professionale, hai verificato con la cassa quali versamenti sono deducibili?
  • L'importo nel rigo LM35 corrisponde a quanto realmente versato?
  • Se l'anno scorso c'era un'eccedenza, l'hai riportata correttamente in questa dichiarazione?

Il meccanismo è semplice una volta capito, ma casi particolari come più casse contemporanee, eccedenze da recuperare o contributi misti possono complicare i conti. In questi casi Forfee non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: meglio confrontarsi con un commercialista prima di presentare la dichiarazione.

Fonti ufficiali

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