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Pensione 5 min di lettura27 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Hai la pensione e vuoi aprire la partita IVA forfettaria? Ecco come funziona

Come funziona l'accesso al regime forfettario per chi percepisce già una pensione: soglia di reddito da rispettare, contributi INPS agevolati e imposta sostitutiva.

Hai la pensione e in più guadagni qualcosa con una consulenza, qualche lezione privata o un piccolo servizio che ti piace fare? Ti stai chiedendo se puoi mettere tutto in regola con una partita IVA forfettaria senza perdere l'assegno pensionistico o finire in qualche causa di esclusione che non conoscevi. La buona notizia è che si può fare, ma c'è un paletto preciso da controllare prima di partire: quanto reddito hai avuto l'anno scorso.

Sì, puoi aprire la partita IVA forfettaria anche da pensionato

Il regime forfettario non ha limiti di età e non esiste nessuna incompatibilità tra percepire una pensione e avere una partita IVA. Puoi aprirla, fatturare, e continuare a incassare la pensione ogni mese senza interruzioni: i due redditi convivono tranquillamente.

Devi però rispettare gli stessi requisiti di chiunque altro:

  • ricavi o compensi entro 85.000€ l'anno;
  • spese per eventuali dipendenti o collaboratori non oltre 20.000€ lordi l'anno;
  • nessuna delle altre cause di esclusione previste (ad esempio partecipazioni in società di persone, o un'attività svolta in prevalenza verso un ex datore di lavoro).

Il vero paletto: quanto reddito hai avuto l'anno prima

C'è una causa di esclusione pensata proprio per chi incassa anche un reddito da lavoro dipendente o da pensione: se nell'anno precedente questo reddito supera una certa soglia, non puoi accedere al forfettario (o non puoi restarci, se lo hai già).

Per il 2026 questa soglia è stata alzata, in via temporanea, a 35.000€ lordi l'anno. Significa che se la tua pensione dell'anno prima non ha superato questa cifra, il requisito è rispettato. Attenzione: si tratta di un innalzamento valido per il solo 2026, la Legge di Bilancio lo ha confermato per quest'anno ma il riferimento tornerebbe a 30.000€ dai periodi d'imposta successivi, salvo ulteriori proroghe. Vale la pena ricontrollare questo numero ogni anno, perché negli ultimi anni è cambiato più volte.

Una differenza importante rispetto al lavoro dipendente: se hai lasciato un lavoro da dipendente, quel reddito "esce" dal conteggio una volta cessato il rapporto. La pensione, invece, è un reddito ricorrente: la verifichi ogni anno sull'importo effettivamente percepito nell'anno precedente, perché continuerai a incassarla.

Esempio pratico: nel 2025 hai percepito 28.000€ di pensione lorda. Nel 2026 puoi aprire la partita IVA forfettaria senza problemi, perché resti sotto i 35.000€. Se invece la tua pensione lorda fosse stata, ad esempio, 38.000€, l'accesso al forfettario per il 2026 non sarebbe possibile: dovresti valutare il regime ordinario.

Quanto paghi di contributi INPS se sei già pensionato

Qui c'è una buona notizia concreta. Se sei già pensionato (quindi hai già una copertura previdenziale), per l'attività che apri con partita IVA versi i contributi alla Gestione Separata INPS con un'aliquota agevolata: 24% per il 2026, la stessa prevista per chi è già assicurato presso un'altra forma di previdenza obbligatoria.

Chi invece non ha nessun'altra copertura previdenziale e si iscrive da zero alla Gestione Separata come libero professionista paga un'aliquota più alta, intorno al 26% (la quota esatta cambia leggermente in base alle addizionali applicate). La differenza non è enorme in percentuale, ma si sente sul reddito imponibile.

Esempio con numeri: supponiamo che tu faccia consulenza con coefficiente di redditività al 78% e fatturi 20.000€ in un anno.

  • Reddito imponibile: 20.000€ × 78% = 15.600€.
  • Contributi INPS da pensionato: 15.600€ × 24% = 3.744€.
  • Contributi INPS senza altra copertura: 15.600€ × 26% circa = 4.056€.

Su questa cifra non si applica nessun minimale contributivo obbligatorio come per artigiani e commercianti: alla Gestione Separata paghi solo sul reddito che dichiari, punto per punto.

E le tasse? L'imposta sostitutiva funziona come per tutti

Da pensionato, l'imposta sostitutiva del forfettario si calcola allo stesso modo di chiunque altro: 15% sul reddito imponibile, oppure 5% per i primi cinque anni di attività se rispetti i requisiti per le nuove attività (non aver svolto negli ultimi tre anni la stessa attività, anche in forma diversa). Il fatto di essere pensionato non ti preclude l'aliquota ridotta del 5%, se l'attività è davvero nuova.

Sullo stesso esempio di prima (15.600€ di reddito imponibile), l'imposta sostitutiva sarebbe:

  • 2.340€ con aliquota al 15%;
  • 780€ con aliquota al 5%, nei primi cinque anni, se hai i requisiti.

Checklist prima di aprire la partita IVA da pensionato

  • Controlla la pensione lorda percepita l'anno precedente: deve restare entro la soglia in vigore (35.000€ per il 2026).
  • Verifica di non avere altre cause di esclusione (società di persone, attività verso un ex datore di lavoro, eccetera).
  • Calcola i contributi con l'aliquota agevolata del 24% alla Gestione Separata, non con quella piena.
  • Valuta se hai diritto all'imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni.
  • Ricontrolla la soglia reddituale ogni anno: le regole su questo punto cambiano spesso.

Questo articolo dà un'indicazione generale e aggiornata ai valori 2026: nei casi più particolari (più fonti di reddito, pensioni estere, situazioni contributive miste) conviene comunque un confronto con un commercialista o con l'INPS prima di aprire la partita IVA.

Fonti ufficiali

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