Hai più codici ATECO in regime forfettario? Ecco come cambia il calcolo delle imposte
Se hai due o più attività con codici ATECO diversi, la soglia degli 85.000€ resta unica ma il coefficiente di redditività cambia in base al gruppo di appartenenza. Ecco come si calcola davvero il reddito imponibile, con un esempio numerico.
Hai aperto (o vuoi aprire) un secondo codice ATECO sulla tua partita IVA forfettaria e non capisci come cambieranno le tasse? È un dubbio comune: chi fa più di un'attività — per esempio vende prodotti online e tiene anche corsi di formazione — spesso pensa che il conto delle imposte diventi più complicato, o che si sommino due soglie diverse. In realtà le regole sono chiare, e con un po' di ordine puoi calcolarti tutto da solo, senza ansia.
La soglia degli 85.000€ resta unica, anche con più attività
Il primo punto da fissare: il limite di 85.000€ di ricavi e compensi è complessivo, non uno per ogni codice ATECO. Se hai due o tre attività, conta la somma di tutto quello che fatturi nell'anno. Superata questa soglia il regime forfettario si applica ancora, ma dall'anno successivo passi al regime ordinario; se invece superi 100.000€ l'uscita è immediata, già nello stesso anno.
Questo vale indipendentemente da quante attività hai aperto: non esiste un "tetto" separato per ciascun codice ATECO da sommare a parte. Tutto quello che fatturi, con qualunque attività, fa parte dello stesso totale.
Ogni codice ATECO ha il suo coefficiente di redditività
Qui però le cose si differenziano: ogni codice ATECO ha un proprio coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato che diventa reddito imponibile su cui si calcolano imposta sostitutiva e contributi. La tabella allegata alla legge 190/2014 raggruppa le attività in fasce che vanno dal 40% all'86% a seconda del settore: per esempio il commercio all'ingrosso e al dettaglio ha un coefficiente più basso (40%), mentre molte attività professionali arrivano al 78%.
Se hai due attività con codici ATECO diversi, è probabile che anche i coefficienti siano diversi. E questo cambia il modo in cui si calcola il reddito imponibile complessivo.
La regola che fa la differenza: stesso gruppo o gruppi diversi
Il punto chiave, spesso frainteso, è che il calcolo non dipende dal numero di codici ATECO che hai, ma dal gruppo a cui appartengono secondo la tabella dei coefficienti:
- Attività dello stesso gruppo (stesso coefficiente di redditività): i ricavi si sommano e si applica un unico coefficiente al totale. In dichiarazione basta un solo rigo, con il codice dell'attività prevalente.
- Attività di gruppi diversi (coefficienti diversi): i ricavi restano separati per gruppo, e a ciascuno si applica il proprio coefficiente. Si ottengono così più redditi imponibili distinti, che poi si sommano per arrivare al reddito totale su cui calcolare l'imposta sostitutiva.
In pratica: se apri un secondo codice ATECO che rientra nello stesso settore del primo (per esempio due tipi di commercio al dettaglio, entrambi al 40%), per te cambia poco: il fatturato si somma e il coefficiente resta lo stesso. Se invece il secondo codice appartiene a un gruppo con un coefficiente diverso, il calcolo va fatto a parte per ciascuna attività.
Un esempio numerico: e-commerce più corsi di formazione
Prendiamo un caso concreto. Marco ha una partita IVA forfettaria con due attività:
- vendita di prodotti online (commercio al dettaglio), coefficiente 40%
- corsi di formazione professionale, coefficiente 78%
Nell'anno fattura 50.000€ con l'e-commerce e 20.000€ con i corsi, per un totale di 70.000€: sotto la soglia degli 85.000€, quindi resta tranquillamente nel forfettario.
Essendo due gruppi con coefficienti diversi, il reddito imponibile si calcola separatamente:
- e-commerce: 50.000€ × 40% = 20.000€ di imponibile
- formazione: 20.000€ × 78% = 15.600€ di imponibile
Il reddito imponibile totale è 20.000€ + 15.600€ = 35.600€. Su questo importo si applica l'imposta sostitutiva (5% se Marco è nei primi cinque anni con i requisiti richiesti, altrimenti 15%): con l'aliquota ordinaria del 15% l'imposta sarebbe di circa 5.340€.
Se avesse invece un secondo codice ATECO nello stesso gruppo del primo (per esempio un'altra tipologia di commercio al dettaglio, sempre al 40%), avrebbe sommato direttamente i 70.000€ di ricavi e applicato un unico coefficiente del 40%, ottenendo un imponibile di 28.000€: un risultato diverso, proprio perché il coefficiente in gioco era uno solo.
E i contributi INPS?
Anche i contributi previdenziali si calcolano sul reddito imponibile complessivo, ma qui entra in gioco un altro fattore: la cassa previdenziale collegata alle tue attività. Se tutte le attività fanno riferimento alla gestione separata INPS, il calcolo segue le stesse regole viste per l'imposta sostitutiva. Se invece una delle attività richiederebbe l'iscrizione a una cassa professionale autonoma (per esempio artigiani, commercianti o una cassa di categoria), la situazione va valutata caso per caso, perché non tutte le combinazioni di attività sono compatibili tra loro nello stesso modo. Questo è uno degli aspetti in cui vale davvero la pena farsi confermare la propria situazione, prima di aprire un nuovo codice ATECO.
Come cambia la dichiarazione dei redditi: il quadro LM
Nel modello Redditi, i forfettari compilano il quadro LM. Con più attività, la logica segue esattamente la stessa regola vista sopra:
- se le attività appartengono allo stesso gruppo, si usa un solo rigo (indicando il codice dell'attività prevalente, il coefficiente e il totale dei compensi)
- se appartengono a gruppi diversi, si compilano righi distinti, uno per ciascun gruppo, ognuno con il proprio codice e coefficiente
Il risultato finale è comunque un unico reddito complessivo su cui si applica l'imposta sostitutiva.
Checklist: cosa controllare se hai (o vuoi aprire) più codici ATECO
- Verifica il coefficiente di redditività di ciascun codice ATECO e se appartengono allo stesso gruppo o a gruppi diversi
- Tieni traccia separata dei ricavi per ciascuna attività, anche se in dichiarazione potresti doverli sommare
- Controlla che il totale complessivo di tutte le attività resti sotto gli 85.000€ (o 100.000€ per l'uscita immediata)
- Verifica la cassa previdenziale di riferimento per ogni attività, soprattutto se una richiede l'iscrizione a una cassa diversa dalla gestione separata
- Se apri un nuovo codice ATECO in corso d'anno, controlla che sia compatibile con il regime forfettario e che non generi conflitti con le attività già esistenti
Con Forfee puoi gestire più codici ATECO sulla stessa partita IVA e vedere in dashboard la stima delle imposte tenendo conto dei coefficienti corretti per ciascuna attività: tutto chiaro, senza dover rifare i calcoli a mano.
Questo articolo ha uno scopo informativo generale: se la tua situazione con più attività è particolarmente complessa — casse previdenziali diverse, attività non compatibili tra loro, o dubbi sulla classificazione ATECO corretta — è sempre meglio farsi seguire da un commercialista per una valutazione personalizzata.
Fonti ufficiali
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Normattiva
- Regime forfetario: che cos'è — Agenzia delle Entrate
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