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Bollo 5 min di lettura24 settembre 2026di Massimiliano Pili

Bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche: quando si paga (e quando no) se sei forfettario

Ti sei mai chiesto perché su alcune fatture compaiono 2 euro di bollo e su altre no? Ecco quando scatta, come funziona il cumulo trimestrale e le scadenze 2026.

Apri una fattura elettronica emessa il mese scorso e vedi 2 euro di bollo in più. Su un'altra fattura, stesso cliente, niente bollo. Non è un errore: è una regola precisa, e capirla ti evita sia di dimenticare un versamento sia di applicare il bollo dove non serve.

Quando scatta il bollo da 2 euro

Il bollo si applica quando succedono entrambe queste condizioni:

  • la fattura non è soggetta a IVA (il caso normale se sei in regime forfettario, dato che emetti fatture senza IVA esposta, di solito con natura N2.2)
  • l'importo totale della fattura supera 77,47 euro

Se anche solo una delle due condizioni manca, il bollo non è dovuto. Una fattura da 60 euro, ad esempio, resta sotto soglia e non lo prevede.

Attenzione alla base di calcolo: la soglia dei 77,47 euro si valuta sul totale del documento, comprese eventuali rivalsa INPS del 4% e spese addebitate al cliente, non solo sul compenso "nudo".

Come funziona il bollo virtuale (non è una marca fisica)

Con la fattura elettronica non compri più le marche da bollo cartacee al tabaccaio. Il bollo diventa virtuale: quando prepari la fattura, nel file XML inviato al Sistema di Interscambio (SDI) attivi il blocco dati dedicato e indichi l'importo di 2 euro. Da quel momento l'Agenzia delle Entrate sa che su quella fattura è dovuto il bollo e lo mette in conto nel suo sistema — tu non devi fare altro in quel momento.

Il conto arriva dopo, con cadenza trimestrale, sotto forma di importo da versare con F24.

Le scadenze trimestrali 2026

L'Agenzia delle Entrate calcola in automatico, trimestre per trimestre, quanto bollo hai maturato sulle fatture emesse, e mette a disposizione un F24 precompilato nell'area "Fatture e Corrispettivi". Per il 2026 le scadenze, con i relativi codici tributo, sono:

TrimestrePeriodoScadenza 2026Codice tributo
1°gennaio-marzo1° giugno 20262521
2°aprile-giugno30 settembre 20262522
3°luglio-settembre30 novembre 20262523
4°ottobre-dicembre1° marzo 20272524

Le date del 1° giugno e del 1° marzo non sono un errore di stampa: le scadenze naturali (31 maggio e 28 febbraio) cadono di sabato/festivo nel calendario 2026-2027, quindi slittano al primo giorno lavorativo utile.

Il cumulo sotto i 5.000 euro: un esempio pratico

Se nel corso dell'anno il bollo maturato in un trimestre è basso, la norma ti permette di accorpare il versamento al trimestre successivo, per evitare di fare un bonifico per pochi euro ogni tre mesi.

La regola:

  • se il bollo dovuto sul 1° trimestre non supera 5.000 euro, puoi versarlo insieme a quello del 2° trimestre, entro il 30 settembre
  • se la somma di 1° e 2° trimestre resta sotto 5.000 euro, puoi slittare ulteriormente al 30 novembre, insieme al 3° trimestre

Esempio numerico: nel primo trimestre 2026 emetti 35 fatture sopra i 77,47 euro senza IVA. Il bollo dovuto è 35 × 2€ = 70 euro. Essendo ben sotto i 5.000 euro, non sei obbligato a versarlo entro il 1° giugno: puoi scegliere di accorparlo al secondo trimestre e pagare tutto insieme entro il 30 settembre.

Chi supera i 5.000 euro di bollo in un trimestre (volumi molto alti di fatture non soggette a IVA) non ha questa possibilità e versa trimestre per trimestre secondo il calendario ordinario.

Cosa succede se dimentichi di versarlo

Un bollo non versato entro la scadenza comporta sanzioni e interessi, come per qualsiasi altro versamento fiscale in ritardo. Se te ne accorgi dopo la scadenza, puoi comunque sistemare la posizione con il ravvedimento operoso, versando imposta, interessi legali e una sanzione ridotta che cresce in base ai giorni di ritardo. Meglio comunque non arrivarci: un promemoria in calendario alle 4 scadenze trimestrali evita l'intero problema.

Checklist: hai tutto sotto controllo se...

  • Sai riconoscere a colpo d'occhio quali fatture superano i 77,47 euro e quindi richiedono il bollo
  • Nel software di fatturazione, il bollo virtuale è impostato correttamente sulle fatture giuste (non su tutte, non su nessuna)
  • Hai segnato in calendario le 4 scadenze 2026: 1° giugno, 30 settembre, 30 novembre, 1° marzo 2027
  • Sai che puoi accorpare i versamenti sotto i 5.000 euro, se ti conviene avere meno scadenze da seguire
  • In caso di dimenticanza, sai che il ravvedimento operoso è una strada percorribile, non una scadenza persa per sempre

Con Forfee il bollo sulle fatture elettroniche viene calcolato e inserito in automatico tra le scadenze F24, così non devi tenerne traccia a mano trimestre per trimestre: hai sempre tutto in ordine, senza stress.

Questo articolo ha finalità informativa generale e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata. Per situazioni complesse (es. fatture miste imponibili/non imponibili, forfettari con volumi molto alti), parlane con un commercialista.

Domande frequenti

Quando si paga il bollo da 2 euro sulle fatture?

Quando ricorrono entrambe le condizioni: la fattura non è soggetta a IVA, il caso normale per un forfettario, e il totale del documento supera 77,47 euro. Se ne manca una, il bollo non è dovuto.

La soglia dei 77,47 euro si calcola sul compenso o sul totale?

Sul totale del documento, comprese l'eventuale rivalsa INPS del 4% e le spese addebitate al cliente. Non va valutata sul solo compenso, altrimenti si rischia di non applicare il bollo quando invece è dovuto.

Quando si versa il bollo delle fatture elettroniche?

Ogni trimestre, con un F24 precompilato che l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione nell'area Fatture e Corrispettivi. Se il bollo maturato in un trimestre non supera 5.000 euro, puoi accorparlo al trimestre successivo.

Fonti ufficiali

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