Forfettario e socio di una SRL: quando rischi davvero di uscire dal regime
Avere quote in una SRL non ti esclude in automatico dal forfettario: la regola vera dipende da controllo, attività svolta e da una scelta contabile che in pochi conoscono.
Hai la partita IVA in regime forfettario e, allo stesso tempo, sei socio (magari anche di maggioranza) di una SRL. Ti sei chiesto se questo basti a farti perdere il regime agevolato senza che tu te ne accorga.
La risposta breve è: dipende. Non è vero che avere una SRL ti esclude sempre dal forfettario, ma non è nemmeno vero il contrario. La regola ha alcuni passaggi precisi, e conoscerli ti evita brutte sorprese in dichiarazione.
Le cause di esclusione dal forfettario, in breve
Prima del caso SRL, un rapido ripasso delle condizioni che escludono dal regime forfettario:
- Ricavi o compensi oltre 85.000 euro nell'anno: l'uscita dal regime scatta dall'anno successivo.
- Ricavi o compensi oltre 100.000 euro: in questo caso l'uscita è immediata, già nell'anno in corso.
- Spese per personale e lavoro accessorio oltre 20.000 euro lordi annui.
- Redditi da lavoro dipendente o assimilato oltre 35.000 euro nell'anno precedente (soglia alzata da 30.000 a 35.000 euro con la Legge di Bilancio 2025), salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato entro il 31 dicembre dell'anno prima.
- Adesione a un regime IVA speciale incompatibile (agricoltura, editoria, agenzie di viaggio, agriturismo, beni usati e simili).
- Attività prevalente rivolta all'ex datore di lavoro (o a un datore di lavoro con cui hai avuto un rapporto negli ultimi due periodi d'imposta).
- Partecipazioni societarie, il caso più frainteso, ed è quello su cui vale la pena entrare nel dettaglio.
Quando una SRL fa davvero perdere il forfettario
La legge esclude dal forfettario chi controlla, direttamente o indirettamente, una società a responsabilità limitata (o partecipa a un'associazione in partecipazione) che svolge un'attività economica riconducibile, anche solo in parte, a quella che eserciti come forfettario.
Per parlare di controllo si guarda alla quota di voti esercitabili in assemblea o alla quota di capitale posseduta:
- nelle società non quotate, la soglia indicativa di riferimento è il 20% dei voti o il 25% del capitale;
- nelle società quotate, bastano percentuali molto più basse, il 2% dei voti o il 5% del capitale.
Ma attenzione: avere una quota sopra queste soglie non basta da sola a farti perdere il regime. Devono coesistere due condizioni:
- il controllo della SRL (diretto o indiretto, anche tramite familiari o società interposte);
- un'attività della SRL riconducibile alla tua, ad esempio perché condividete lo stesso codice ATECO o comunque un'attività economica simile o complementare.
Il dettaglio che in pochi conoscono: conta come la SRL tratta i tuoi costi
Qui arriva il punto che cambia davvero le cose, ed è quello meno noto: quando controllo e attività riconducibile coesistono, l'esclusione dal forfettario scatta solo se la SRL porta in deduzione i costi delle fatture che tu, come forfettario, le hai emesso.
In pratica:
- se la tua SRL deduce il costo della tua fattura (cioè lo considera un costo fiscalmente rilevante che riduce il suo reddito imponibile), per te scatta l'esclusione dal forfettario dal periodo d'imposta successivo;
- se invece la SRL considera quel costo indeducibile in dichiarazione, tu puoi restare nel forfettario, anche avendo il controllo della società e la stessa attività.
È una distinzione sottile, che si gioca sulle scelte contabili e dichiarative della SRL, non solo sulla tua situazione personale. Per questo, se ti trovi in questo scenario, è importante che tu e chi cura la contabilità della SRL siate allineati su come viene trattata quella fattura, perché la scelta ha un effetto diretto sulla tua partita IVA.
Un esempio numerico
Sei forfettario con codice ATECO nei servizi di consulenza informatica. Detieni il 60% delle quote di una SRL che offre anche lei consulenza informatica: hai quindi sia il controllo sia un'attività riconducibile alla tua.
Durante l'anno, la SRL riceve da te una fattura da 8.000 euro per una consulenza:
- se la SRL deduce quegli 8.000 euro come costo, dall'anno successivo tu esci dal forfettario e passi al regime ordinario;
- se la SRL, in dichiarazione, indica quegli 8.000 euro come costo indeducibile, tu resti forfettario, nonostante il controllo e l'attività coincidente.
Checklist: come capire se sei a rischio
- Hai quote in una SRL che supera le soglie di controllo indicate sopra (20%/25% se non quotata, 2%/5% se quotata)?
- La SRL svolge un'attività uguale o riconducibile alla tua attività forfettaria (stesso codice ATECO o attività simile)?
- Hai emesso fatture verso quella SRL nell'anno?
- Sai come la SRL ha trattato quelle fatture in dichiarazione: costo deducibile o indeducibile?
Se hai risposto sì alle prime tre domande, la quarta risposta decide tutto: parlane con chi segue la contabilità della SRL prima di chiudere il bilancio, non dopo.
Questo articolo ha una funzione informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: nei casi di partecipazioni societarie incrociate, controllo indiretto tramite familiari o strutture più articolate, ti consigliamo di far verificare la tua situazione da un professionista prima di prendere decisioni.
Fonti ufficiali
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Normattiva
- Regime forfetario: che cos'è — Agenzia delle Entrate
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