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Esclusioni 5 min di lettura12 ottobre 2026di Massimiliano Pili

Posso fare il forfettario e lavorare per il mio ex datore di lavoro? Ecco quando rischi l'esclusione

Hai lasciato un lavoro da dipendente e il tuo ex capo ti ha chiesto di continuare a collaborare come consulente? Scopri la regola dei due anni che può farti perdere il regime forfettario, e come restare tranquillo.

Hai lasciato un lavoro da dipendente e, poco dopo, il tuo ex capo ti ha proposto di continuare a collaborare con lui, ma come consulente esterno. Magari è successo anche a te: apri la partita IVA in regime forfettario e il tuo cliente principale, almeno all'inizio, è proprio la stessa azienda per cui lavoravi.

È una situazione comune, ma nasconde un rischio specifico che poche persone conoscono: la legge prevede una causa di esclusione dal forfettario pensata apposta per questi casi. Non significa che non puoi lavorare con il tuo ex datore di lavoro, ma ci sono delle regole precise da conoscere per non trovarti fuori dal regime senza nemmeno saperlo.

Cosa dice la legge: la regola dei due anni

La Legge 190/2014 (articolo 1, commi 57 e seguenti) esclude dal regime forfettario chi svolge la propria attività in modo prevalente nei confronti di:

  • il proprio datore di lavoro attuale, se nello stesso periodo hai anche un rapporto di lavoro dipendente o assimilato;
  • un soggetto che è stato il tuo datore di lavoro nei due periodi d'imposta precedenti quello in corso.

In pratica, se il tuo contratto da dipendente è terminato, ad esempio, nel 2024 o nel 2025, e nel 2026 fatturi in modo prevalente verso quella stessa azienda come libero professionista, rientri nel perimetro di questa causa di esclusione. Se invece sono passati più di due periodi d'imposta dalla fine del rapporto di lavoro, questa specifica regola non si applica più, e puoi fatturare a quel cliente anche per intero senza che scatti l'esclusione per questo motivo.

Cosa significa "prevalente": un esempio numerico

La legge non fissa un numero esatto nel testo, ma nella prassi e nelle indicazioni dell'Agenzia delle Entrate la prevalenza viene letta come: più del 50% dei compensi dell'anno provenienti da quel soggetto rispetto al totale dei tuoi ricavi o compensi.

Un esempio concreto. Marco ha lavorato come dipendente in un'agenzia di comunicazione fino alla fine del 2025. All'inizio del 2026 apre la partita IVA forfettaria e inizia a collaborare come consulente, tra gli altri, proprio con la sua ex agenzia.

  • Se a fine 2026 l'agenzia pesa per il 60% del fatturato totale di Marco, la soglia di prevalenza è superata: Marco rischia l'esclusione dal forfettario a partire dal 2027.
  • Se invece l'agenzia pesa per il 40%, e il resto arriva da altri due clienti, la soglia non viene superata e non c'è alcun problema legato a questa regola.

Diversificare i clienti, soprattutto nei primi anni dopo l'uscita da un lavoro da dipendente, non è solo buon senso commerciale: qui è anche una forma di tutela fiscale.

L'eccezione per chi fa pratica professionale obbligatoria

Esiste un'eccezione importante per chi, per avviare la libera professione, deve prima completare un periodo di pratica obbligatoria (è il caso tipico di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e altre professioni ordinistiche). In questi casi, la prestazione resa durante la pratica è considerata diversa da quella del rapporto di lavoro dipendente, e non fa scattare automaticamente l'esclusione, anche se il committente coincide con chi ha seguito la formazione.

Resta comunque un'area in cui conviene farsi confermare la propria situazione specifica da un professionista, perché le valutazioni dell'Agenzia delle Entrate su questi casi sono sempre legate ai fatti concreti.

Da quando scatta l'esclusione (e come si rientra)

Un punto che genera spesso confusione: superare la soglia di prevalenza verso l'ex datore di lavoro non ti fa uscire dal forfettario nello stesso anno in cui succede. L'esclusione opera dal periodo d'imposta successivo a quello in cui si verifica la condizione, in modo simile a come funziona per il superamento della soglia degli 85.000 euro.

Fa eccezione solo il superamento della soglia assoluta di 100.000 euro di ricavi o compensi, che invece fa uscire dal regime già nell'anno in corso: ma quella è una regola diversa, legata al fatturato complessivo e non al rapporto con un singolo cliente.

Se l'anno successivo la situazione cambia, ad esempio perché diversifichi i clienti e il tuo ex datore di lavoro smette di pesare in modo prevalente, puoi tornare nel forfettario dal periodo d'imposta in cui la causa ostativa cessa di esistere.

Un rischio diverso, da non confondere: la riqualificazione del rapporto

C'è un ultimo aspetto da tenere a mente, che è un tema distinto rispetto al regime fiscale: se lavori quasi esclusivamente per un solo committente, con orari e modalità simili a quelle di un dipendente, l'Ispettorato del Lavoro potrebbe valutare una riqualificazione del rapporto come lavoro subordinato. Questo non ha a che fare con l'esclusione dal forfettario di cui abbiamo parlato finora, ma è un motivo in più per tenere sotto controllo quanto il tuo fatturato dipende da un unico cliente, soprattutto se è il tuo ex datore di lavoro.

Checklist: come capire se sei a rischio

  • Hai avuto un rapporto di lavoro dipendente con il soggetto a cui fatturi oggi come forfettario?
  • Quel rapporto è terminato da meno di due periodi d'imposta rispetto a quello in corso?
  • Quel soggetto rappresenta più del 50% dei tuoi compensi dell'anno?
  • Non rientri nell'eccezione della pratica professionale obbligatoria?

Se hai risposto sì a tutte le domande, rischi l'esclusione dal forfettario dall'anno successivo: il modo più semplice per evitarlo è diversificare i clienti prima che quel singolo rapporto superi la soglia del 50%.

Questo articolo ha una funzione informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: se la tua situazione riguarda rapporti di lavoro articolati, contratti misti o percentuali vicine alla soglia, ti consigliamo di farla verificare da un professionista prima di definire la tua strategia di fatturazione.

Fonti ufficiali

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