Bonus mamme 2026: spetta anche se sei una libera professionista forfettaria?
L'INPS ha confermato il bonus mamme 2026 anche per le lavoratrici autonome: ecco chi può chiederlo se è in regime forfettario, quanto vale e come fare domanda entro il 31 dicembre.
Sei una libera professionista o lavoratrice autonoma in regime forfettario e hai almeno un figlio piccolo? In questi giorni probabilmente hai sentito parlare del "bonus mamme 2026": l'INPS lo ha confermato anche per chi ha la partita IVA, non solo per le dipendenti. Il dubbio più comune è se vale davvero anche per il regime forfettario, quanto conta il tuo reddito e come si fa domanda. Vediamolo con ordine, con le regole ufficiali dell'INPS e un esempio numerico.
Cos'è il bonus mamme 2026 e chi può chiederlo
Il bonus mamme 2026 è un contributo INPS pensato per le madri lavoratrici con almeno due figli. Non è una misura nuova in assoluto: esisteva già, ma dal 2026 l'importo è più alto ed è stato confermato anche per le lavoratrici autonome.
Per le partite IVA, quello che conta non è il regime fiscale (forfettario o ordinario), ma la gestione previdenziale a cui sei iscritta. Possono chiedere il bonus le lavoratrici autonome iscritte:
- alla Gestione separata INPS (la gestione di gran parte di freelance, consulenti e professionisti senza cassa);
- alla gestione INPS di artigiani o commercianti;
- a una cassa di previdenza professionale (per esempio Inarcassa o altre casse di categoria).
Se sei forfettaria e rientri in una di queste gestioni, il regime fiscale non ti esclude: il forfettario è "solo" il modo in cui tassi il tuo reddito, e l'INPS lo considera comunque reddito da lavoro autonomo ai fini del bonus.
Quanti figli servono e quanti anni devono avere
Il requisito sui figli è preciso:
- due figli, con il più piccolo che ha meno di 10 anni;
- oppure tre o più figli, con il più piccolo che ha meno di 18 anni.
Il requisito deve esistere al 1° gennaio 2026, oppure perfezionarsi durante l'anno: se il secondo (o il terzo) figlio nasce nel corso del 2026, il diritto al bonus parte dal mese della nascita, non da gennaio.
Il limite di reddito: conta anche il fatturato forfettario?
Sì. Per avere diritto al bonus, i tuoi redditi da lavoro del 2026 non devono superare 40.000 euro. Nel calcolo rientrano anche i redditi assoggettati a tassazione sostitutiva o agevolata, quindi anche il reddito imponibile del regime forfettario (non il fatturato lordo, ma il reddito calcolato con il tuo coefficiente di redditività).
Qualche esempio pratico, per capire la differenza tra fatturato e reddito rilevante:
- fatturi 35.000 euro con un coefficiente di redditività del 78% (molti servizi professionali): il tuo reddito imponibile è circa 27.300 euro, ben sotto i 40.000 euro;
- fatturi 45.000 euro con lo stesso coefficiente: il reddito imponibile è circa 35.100 euro, quindi resti comunque sotto soglia, anche se il fatturato sembra "alto";
- fatturi 50.000 euro con un coefficiente dell'86% (tipico di alcune attività di commercio): il reddito imponibile sale a 43.000 euro, sopra il limite.
In caso di dubbio sul calcolo esatto del tuo reddito 2026, soprattutto se hai più codici ATECO con coefficienti diversi, è meglio verificare la cifra con un patronato prima di presentare la domanda.
Quanto vale il bonus, con un esempio numerico
L'importo è di 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, di attività nel 2026, fino a un massimo di 720 euro (12 mensilità).
Un esempio concreto: Giulia è una grafica forfettaria, iscritta alla Gestione separata, con due figli e il più piccolo di 7 anni. Ha lavorato come libera professionista per tutto il 2026 e il suo reddito imponibile è di circa 26.000 euro. Ha diritto a 60 euro x 12 mesi = 720 euro, pagati in un'unica soluzione.
Se invece Giulia avesse aperto la partita IVA solo a luglio 2026, i mesi di attività del 2026 sarebbero 6, e il bonus sarebbe 60 euro x 6 mesi = 360 euro.
Il pagamento avviene in un'unica soluzione insieme alla mensilità di dicembre 2026, per chi presenta la domanda in tempo utile. Se la domanda arriva più avanti o l'istruttoria richiede più tempo, il pagamento può slittare all'inizio del 2027.
Come e quando fare domanda
Il bonus non è automatico: va richiesto con una domanda specifica all'INPS. Puoi presentarla in uno di questi modi:
- online, sul sito dell'INPS, con SPID (almeno livello 2), CIE 3.0 o CNS;
- tramite il Contact Center INPS (803.164 da rete fissa, 06 164.164 da rete mobile);
- tramite un patronato, che può aiutarti a verificare i requisiti prima di inviare la domanda.
La scadenza per la domanda è il 31 dicembre 2026. Se il requisito sui figli si perfeziona solo a dicembre (per esempio per una nascita), la scadenza si sposta al 31 gennaio 2027.
Tassazione e ISEE: cosa cambia davvero
Una buona notizia: il bonus mamme non è tassato, non è soggetto a contributi e non incide sull'ISEE. Non devi quindi indicarlo tra i tuoi redditi imponibili né temere effetti su altre prestazioni legate all'ISEE.
Checklist: cosa controllare prima di fare domanda
- Verifica a quale gestione INPS sei iscritta (Gestione separata, artigiani/commercianti o cassa professionale): è quella che conta, non il regime fiscale.
- Controlla il numero e l'età dei tuoi figli alla luce dei due requisiti alternativi (2 figli under 10 o 3+ figli under 18).
- Stima il tuo reddito imponibile 2026 (non il fatturato) e verifica che resti sotto i 40.000 euro.
- Calcola i mesi di attività del 2026 per stimare l'importo che ti spetta, fino a un massimo di 720 euro.
- Presenta la domanda entro il 31 dicembre 2026 (o il 31 gennaio 2027, se il requisito arriva a dicembre), scegliendo il canale che preferisci: sito INPS, contact center o patronato.
- In caso di dubbi, soprattutto sul calcolo del reddito con più codici ATECO o situazioni particolari, chiedi conferma a un patronato o a un consulente.
Questo articolo descrive le regole generali del bonus mamme 2026 come comunicate dall'INPS. Non sostituisce una consulenza fiscale o previdenziale personalizzata: per situazioni particolari (redditi misti, più codici ATECO, cambi di gestione durante l'anno) parla con un patronato o un professionista di riferimento.
Fonti ufficiali
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — Normattiva
- Regime forfetario: che cos'è — Agenzia delle Entrate
- Sito ufficiale INPS — INPS
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