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Requisiti 5 min di lettura18 settembre 2026di Massimiliano Pili

Partita IVA forfettaria da dipendente: quando è possibile e quando no

Sei dipendente e vuoi aprire una partita IVA forfettaria? Scopri il limite dei 35.000€ di reddito da lavoro dipendente e l'eccezione che fa la differenza.

Partita IVA forfettaria da dipendente: quando è possibile e quando no

Hai un contratto da dipendente e stai pensando di aprire una partita IVA per un'attività in più? È una situazione comune, tra chi fa un secondo lavoro nel weekend, chi ha una passione che genera qualche entrata extra o chi si sta preparando a lasciare il lavoro fisso. La domanda che ti stai facendo è semplice: posso restare nel regime forfettario anche se sono dipendente? La risposta è sì, ma solo entro un limite preciso. Vediamo come funziona, senza giri di parole.

Il limite dei 35.000€: cosa dice la norma

Se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati (compresi gli stipendi e le pensioni) per un importo superiore a 35.000€ lordi, non puoi accedere o restare nel regime forfettario. Sotto quella soglia, invece, sei tranquillo: puoi cumulare il lavoro dipendente con la partita IVA forfettaria senza problemi.

Qualche punto fermo:

  • Il limite è stato portato a 35.000€ (dai precedenti 30.000€) dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ed è stato esteso anche al 2026 dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).
  • Nel conteggio rientrano sia gli stipendi da lavoro dipendente sia le pensioni.
  • Il riferimento è sempre l'importo che trovi al punto 1 della tua Certificazione Unica (CU) dell'anno precedente.
  • Questo requisito va verificato ogni anno: non basta rispettarlo una volta, va controllato di nuovo a ogni fine anno per l'anno successivo.

Come si calcola: due esempi pratici

Esempio 1 — sotto soglia. Sei dipendente part-time con una retribuzione lorda di 28.000€ l'anno e nel tempo libero fai consulenze come grafico freelance. Sei sotto i 35.000€: puoi aprire (o mantenere) la partita IVA in regime forfettario senza che il lavoro dipendente sia un problema.

Esempio 2 — sopra soglia. Hai un contratto da dipendente con una RAL di 38.000€ e vorresti aprire una partita IVA per un'attività di consulenza serale. In questo caso il limite è superato: non potresti accedere al regime forfettario per la nuova attività, a meno che non rientri nell'eccezione che vediamo qui sotto.

L'eccezione: rapporto di lavoro cessato

C'è un caso in cui il limite dei 35.000€ non conta: se il rapporto di lavoro dipendente è cessato entro il 31 dicembre dell'anno precedente, puoi aprire la partita IVA forfettaria l'anno successivo indipendentemente da quanto hai guadagnato come dipendente.

Esempio: hai lasciato il lavoro a ottobre 2025 con una RAL di 45.000€. Nel 2026 puoi aprire la partita IVA in regime forfettario senza che questo specifico limite ti crei ostacoli, perché il rapporto risultava già chiuso al 31 dicembre 2025.

Occhio alla clausola anti-abuso

Anche se rientri sotto i 35.000€ o nell'eccezione del rapporto cessato, c'è un altro paletto da tenere presente: non puoi fatturare in modo prevalente (oltre il 50% dei ricavi) al tuo attuale datore di lavoro o a un ex datore di lavoro con cui il rapporto si sia chiuso da meno di due anni, né a soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a loro. Questa regola esiste per evitare che un rapporto di lavoro dipendente venga semplicemente "travestito" da collaborazione a partita IVA.

Checklist finale

  • Controlla il reddito da lavoro dipendente e assimilati (compresa la pensione) dell'anno precedente: deve stare sotto i 35.000€ lordi.
  • Se hai lasciato il lavoro dipendente entro il 31 dicembre dell'anno precedente, il limite dei 35.000€ non si applica.
  • Anche in questi casi, non fatturare oltre il 50% dei ricavi all'attuale o recente datore di lavoro (o a soggetti collegati).
  • Il requisito va riverificato ogni anno, non solo al momento dell'apertura della partita IVA.

Questa è una panoramica pratica, utile per orientarti. Nei casi più complessi — ad esempio se hai più rapporti di lavoro nello stesso anno, contratti atipici o dubbi su redditi assimilati — Forfee non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: parlane con un commercialista prima di aprire la partita IVA.

Domande frequenti

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono dipendente?

Sì, se nell'anno precedente i redditi da lavoro dipendente e assimilati non hanno superato i 35.000 euro lordi. Sopra quella soglia non puoi accedere né restare nel regime forfettario, salvo le eccezioni previste.

Dove si controlla l'importo dei 35.000 euro?

Al punto 1 della Certificazione Unica dell'anno precedente: è quello il riferimento da usare. Nel conteggio rientrano sia gli stipendi da lavoro dipendente sia le pensioni, mentre non contano i compensi della tua attività con partita IVA.

Il limite dei 35.000 euro va verificato ogni anno?

Sì, va verificato ogni anno. Non basta rispettarlo al momento dell'apertura: a ogni fine anno devi ricontrollare i redditi da dipendente percepiti, perché è quel dato a stabilire se puoi restare nel regime forfettario l'anno successivo.

Fonti ufficiali

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